Artisti
Belò Flavia Benvenuti Alberto Bracchitta Sandro Consilvio Giuliana Cotugno Teodoro Favaro Gianni Frontero Elena Giorgetti Chiara Lopez Duilio Gabriel Luisolo Piera Maffi Ugo Marras Fabio Rocco Alberto Santoro Tano Scano Giorgio Scotto Aniello Surian Raffaella Turria Giovanni
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Raffaella Surian nasce a Padova nel 1960.
Allieva dei maestri Emilio Tadini, Luigi Veronesi, Emilio Isgrò e Walter Valentini si diploma nel 1983 alla Nuova Accademia di Belle Arti di Milano.
Lavora come assistente al corso di tecniche dell’incisione presso la Nuova Accademia con il prof.Walter Valentini, Mario Benedetti ed Enrico della Torre.
Inizia una promettente attività artistica nel campo della grafica d’arte, allestendo alcune mostre personali e partecipando a concorsi di grafica e pittura.
Gravi avversità la costringono a smettere.
Da qualche tempo ha potuto dedicarsi nuovamente all’incisione pubblicando piccole edizioni artistiche con poesie ed acqueforti.
Si cimenta nuovamente anche nei grandi formati, a lei più confacenti, sperimentando e approfondendo la tecnica incisoria “.....quel suo modo ostinato di recuperare ciò che la tecnica le da e che diventa la sua maniera espressiva.” (W.Valentini)
Riprende i contatti con i luoghi del collezionismo di grafica d’arte come Il Mercante di Stampe in Foro Bonaparte a Milano e Valeria Bella, che espongono le sue opere.
Collabora con alcuni editori del settore alla pubblicazione di quaderni d’arte corredati delle sue acqueforti, esponendole alla libreria specializzata Pecorini.
Alla personale “Verso nuovi paesaggi” ha detto di lei il Prof. Paolo Biscottini:” ...è doveroso sottolineare la libertà con cui l’artista ha saputo affidarsi ai suoi maestri, guadagnando una sua autonomia espressiva, improntata alla sua natura, schiva e comunicativa insieme....”.
E ancora W.Valentini:”....Ora il lento e faticoso lavoro dell’incidere sempre più le restituisce carte piene di sapore, con la sicurezza di chi ora ha il mestiere e con il mestiere il linguaggio dell’Arte.”
Dice di sè la Surian: “Proporre e proporsi con opere che spesso si considerano “non originali” nel senso di “non uniche” perchè in più esemplari è a volte difficile.
Trovando invece quasi esclusivamente nella tecnica incisoria il mio modo espressivo-artistico ho l’ardire ed anche la presunzione, di affermare le mie acqueforti come assolutamente irripetibili dal punto di vista espressivo, quindi assolutamente originali e non riconducibili ad altre tecniche artistiche che riguardino il disegno o la pittura.
Lavorando la matrice e piegando la tecnica al mio intento espressivo, anche la fase di stampa diventa creativa e non meccanico-ripetitiva, infatti sostengo che il rapporto con l’artigiano-stampatore debba essere di intesa profonda e di grande collaborazione, così come la scelta della carta, della sua consistenza, peso e colore non possono essere ne casuali, ne ugualmente appropriate a qualsiasi acquaforte, acquatinta, maniera a zucchero o cera molle....”
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